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Canne e PietraOrgani storici, arte sacra e architettura religiosa nel Veneto
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Organo Tamburini

Il restauro del 2002-2004, letto nei documenti

Il trasferimento dell’organo Tamburini da Treviso a Trebaseleghe, fra il 2002 e il 2004, si legge quasi soltanto nei documenti: date, nomi e numeri di un restauro su cui le fonti archiviate non concordano.

Immagine illustrativa: mani di un artigiano che intonano una canna d’organo su un banco da lavoro, calibro e martelletto di legno posati accanto
Immagine illustrativa. Nessuna fotografia di questo sito documenta un edificio, un’opera o una persona reali.

Fra il 2002 e il 2003 il grande organo Tamburini ha lasciato l’abside della cattedrale di Treviso per l’abside della chiesa arcipretale di Trebaseleghe. Il restauro fu affidato alla ditta Bonato di Verona, con l’approvazione della Soprintendenza per il patrimonio storico e artistico di Venezia; la scheda di Wikibooks lo riassume in tre voci, restauro, ampliamento e trasferimento, e lo data 2004. L’inaugurazione dello strumento restaurato è del 12 aprile 2004. Di quell’intervento restano soprattutto documenti: due versioni archiviate dell’ex sito parrocchiale e una pagina di Wikibooks, che non sempre riportano le stesse cifre.

Da un’abside all’altra

Lo strumento era nato per un’altra chiesa. La pagina «Organo» dell’ex sito parrocchiale, nella versione archiviata il 18 gennaio 2013, descrive un organo di Giovanni Tamburini di Crema costruito nel 1914, collocato nell’abside della cattedrale di Treviso e inaugurato il 18 marzo 1915; la scheda di Wikibooks lo data invece 1915 e lo registra come Opus 66. Un restauro generale all’inizio degli anni Settanta, ancora firmato Tamburini, trasformò la trasmissione in elettro-pneumatica e aggiunse un corpo fonico detto «positivo aperto», portando i registri a 51. Il trasferimento dalla cattedrale avviene molto più tardi, fra il 2002 e il 2003; la collocazione odierna, descritta da Wikibooks, è a pavimento nell’abside, alle spalle dell’altar maggiore. Due absidi, dunque, ma con una differenza: a Trebaseleghe il prospetto resta in parte coperto dalla pala d’altare.

Che cosa è cambiato nel 2004?

Il dato più netto riguarda la trasmissione, diventata elettronica: «elettronico/seriale» la chiama la pagina del 2013, elettronica la scheda di Wikibooks. Il vento, invece, non è stato toccato: la pressione va da 72 a 200 millimetri, «come le originali». La consolle resta quella del 1914 secondo la pagina archiviata; Wikibooks la descrive mobile e collocata in presbiterio. Le tre tastiere hanno 61 note ciascuna, dal Do1 al Do6; la pedaliera è concava, di 32 note dal Do1 al Sol3. Il mobile è in noce massiccio, con prospetto di tipo «ceciliano» e cinque pannelli commemorativi con iscrizioni latine. Resta un dettaglio che sfida la vista: la pala nasconde in parte lo strumento, così che molte di queste notizie si verificano altrove che davanti alla cassa.

Quanti registri conta lo strumento?

Qui le fonti smettono di concordare. La pagina archiviata nel 2013 conta 58 registri ridistribuiti su tre manuali e pedale; la scheda tecnica dello strumento, nella versione archiviata il 27 marzo 2014, ne elenca 72 numerati su tre tastiere e pedaliera; la pagina di Wikibooks, letta il 5 settembre 2026, ne indica 76. Tre cifre per lo stesso strumento, e nessuna media: il conteggio varia secondo che si contino o no le unioni, i tremoli e i registri derivati. È il caso più semplice quando le fonti non concordano: si dichiarano tutte e si mostra da dove nasce la differenza.

FonteDataRegistri
Strumento d’origine (pagina «Organo»)18 marzo 191542, di cui 32 manuali e 10 al pedale
Dopo il restauro Tamburini (pagina «Organo»)primi anni Settanta51
Pagina «Organo», versione archiviata18 gennaio 201358
Scheda tecnica, versione archiviata27 marzo 201472 numerati
Wikibooks, disposizioni foniche5 settembre 202676

Le prime due righe raccontano la crescita documentata dello strumento, da 42 registri nel 1915 a 51 dopo l’intervento degli anni Settanta. Le ultime tre misurano lo stesso momento, quello attuale, e non tornano fra loro: la divergenza si affronta leggendo riga per riga l’elenco della disposizione fonica, dove ogni registro compare col proprio manuale.

Il campo lasciato in bianco

Nella scheda di Wikibooks la riga «Canne» è riempita da un punto interrogativo. Le due fonti archiviate danno invece lo stesso totale, 4026 canne, richiamato sia dalla pagina del 2013 sia dalla scheda del 2014. La stessa pagina del 2013 registra però un quarto conteggio: il 4 ottobre 2007 fu inaugurato il completamento fonico dello strumento, con sette nuovi registri, e da allora la pagina dichiara 65 registri e 4308 canne. Il vuoto dice qualcosa anche esso: un repertorio pubblico non sempre chiude ogni riga, e il numero che manca lì va cercato nei documenti che lo conservano. Su altri punti le fonti disponibili tacciono del tutto: non precisano quanto è durato lo smontaggio, quanti abbiano lavorato al cantiere, che cosa sia stato sostituito canna per canna. Su quei punti il testo non propone cifre, perché le fonti ne sono prive.

Che cosa resta del 1915

La pagina del 2013 descrive lo strumento d’origine con un dettaglio che il cantiere del 2004 non ha cancellato del tutto. Era meccanico per le tastiere, pneumatico e tubolare per il resto; pesava 130 quintali; aveva una consolle in noce, un motore elettrico da 5 cavalli in grado di muovere circa 40 metri cubi d’aria al minuto a due pressioni, somieri pneumatici a doppio scomparto, staffe per il crescendo e una cassa espressiva. Di quel corredo sopravvivono, secondo la stessa fonte, la consolle del 1914 e la gamma delle pressioni del vento, dichiarata identica alle originali. Ha cambiato natura la trasmissione, dal pneumatico-tubolare all’elettronica: è lì che si misura la distanza fra il marzo 1915 di Treviso e il 12 aprile 2004 di Trebaseleghe.

Le versioni archiviate come prova

Nessuno di questi dati richiede un permesso per essere controllato. Le due versioni dell’ex sito parrocchiale sono conservate nella Internet Archive Wayback Machine: la pagina «Organo» con la data del 18 gennaio 2013, la scheda tecnica con quella del 27 marzo 2014, dove lo strumento si intitola «Grande organo Tamburini/Bonato 1915/2004». Accanto si può mettere la pagina di Wikibooks, che colloca la scheda di Trebaseleghe dentro un percorso sulle disposizioni foniche degli organi a canne, dall’Italia alla provincia di Padova. Il catalogo generale dei beni culturali del Ministero della cultura e BeWeB, il portale dei beni ecclesiastici della Conferenza Episcopale Italiana, offrono schede pubbliche dello stesso settore, con il limite dichiarato di non essere esaurienti. Restano i conti da fare: aprire le due versioni archiviate, affiancare i 72 registri numerati della scheda ai 58 della pagina più antica e segnare quali voci ricompaiono nell’una e nell’altro per unione, per tremolo o come registro derivato.