Vai al contenuto
Canne e PietraOrgani storici, arte sacra e architettura religiosa nel Veneto
Sezioni

Organo Tamburini

Un organo del 1915 che ha cambiato chiesa

Fra il 2002 e il 2003 un organo del 1915 ha lasciato la cattedrale di Treviso per la chiesa arcipretale di Trebaseleghe: peso, canne e trasmissioni si leggono nelle fonti archiviate, che non concordano sempre.

Immagine illustrativa: casse di legno numerate e canne d’organo imballate in un interno di chiesa, ponteggio leggero addossato a una parete d’abside
Immagine illustrativa. Nessuna fotografia di questo sito documenta un edificio, un’opera o una persona reali.

Fra il 2002 e il 2003 l’organo inaugurato nella cattedrale di Treviso il 18 marzo 1915 è stato smontato, trasportato e rimontato nella chiesa arcipretale di Trebaseleghe, in provincia di Padova e diocesi di Treviso. La pagina «Organo» dell’ex-sito parrocchiale, archiviata il 18 gennaio 2013, racconta il viaggio per intero: lo strumento di Giovanni Tamburini di Crema, il restauro affidato alla ditta Bonato di Verona, l’approvazione della Soprintendenza per il patrimonio storico e artistico di Venezia, l’inaugurazione del 12 aprile 2004. Anche la data del trasferimento dipende dalla fonte: la scheda Wikibooks la fissa al 2004, la pagina del 2013 la colloca fra il 2002 e il 2003. Questo articolo segue lo strumento nei suoi numeri, e mostra dove le fonti si dividono.

Il 1915 dell’organo, il 1931 dell’edificio

Quando l’organo fu inaugurato a Treviso, il 18 marzo 1915, la chiesa che lo avrebbe accolto era ancora un cantiere: la prima pietra era stata posata il 27 dicembre 1914 secondo la pagina «La Chiesa» dell’ex-sito parrocchiale, archiviata il 14 maggio 2008, mentre la pagina «Storia», archiviata il 31 luglio 2007, data l’inizio dei lavori al 1913. Le due fonti divergono su un anno, e la rivista le riporta entrambe senza sceglierne una. La prima guerra mondiale, dal 1915 al 1918, interruppe i lavori quando i muri perimetrali erano a tre metri dal suolo; la ripresa arrivò nel 1922, il transetto fu inaugurato il 27 dicembre 1927 e l’intera muratura fu completata nel 1931, diciassette anni esatti dalla prima pietra. Le date di questo cantiere lungo diciassette anni si leggono una per una nella sezione dedicata all’edificio.

Quanto pesa cambiare chiesa?

La pagina archiviata del 2013 dà una misura del problema: lo strumento di Crema pesava 130 quintali, e il trasferimento lo ha smontato e rimontato pezzo per pezzo. Le canne documentate sono 4026, cifra che la pagina del 18 gennaio 2013 e la scheda tecnica archiviata il 27 marzo 2014 riportano allo stesso modo. All’origine lo strumento respirava con un motore elettrico da 5 HP, circa 40 metri cubi d’aria al minuto a due pressioni; dopo il lavoro della ditta Bonato la pressione del vento va da 72 a 200 millimetri, come nelle origini. La consolle in noce del 1914 è rimasta, con il prospetto di tipo «ceciliano» e cinque pannelli commemorativi con iscrizioni latine. La scheda Wikibooks iscrive lo strumento come Opus 66 della casa costruttrice.

Meccanica, elettro-pneumatica, elettronica

Lo strumento nacque con trasmissione meccanica per le tastiere, pneumatica e tubolare, con somieri pneumatici a doppio scomparto e staffe per il crescendo e la cassa espressiva. Il primo restauro generale, collocato all’inizio degli anni Settanta dalla pagina del 2013 e datato 1970 dalla scheda Wikibooks, lo trasformò in elettro-pneumatico, aggiunse un corpo fonico nuovo, il «positivo aperto», e portò i registri da 42 a 51. Il lavoro della ditta Bonato, chiuso nel 2004, introdusse una trasmissione elettronica e seriale. Tre modi di collegare la mano alle canne: per leggere una disposizione fonica conviene sapere quale dei tre si sta guardando, perché il nome dei registri resta mentre cambia ciò che lo muove.

Cinquantotto, settantadue o settantasei registri?

Sul numero dei registri le fonti si dividono in tre. La pagina «Organo» archiviata il 18 gennaio 2013 conta 58 registri ridistribuiti su tre manuali e pedale; la scheda tecnica dello strumento, archiviata il 27 marzo 2014, elenca 72 registri numerati; la scheda della raccolta «Disposizioni foniche di organi a canne» di Wikibooks arriva a 76 e non pubblica la data del rilievo. La rivista non sceglie: il conteggio varia secondo che si contino o no le unioni, i tremoli e i registri derivati, e ogni cifra ha senso solo con la sua data accanto. È il caso tipico di quando le fonti non concordano: la tabella mette le tre cifre in colonna. La crescita si legge all’indietro: 42 registri nel 1915, 32 ai manuali e 10 al pedale; 51 dopo il restauro degli anni Settanta.

FonteDataRegistri
pagina «Organo», ex-sito parrocchialearchiviata il 18 gennaio 201358
scheda tecnica dello strumentoarchiviata il 27 marzo 201472
scheda Wikibooks, «Disposizioni foniche»letta il 5 settembre 202676

I nomi del suono, corpo per corpo

La disposizione attuale, come la pubblica la scheda Wikibooks, divide lo strumento in tre corpi. Nel Positivo aperto, quello aggiunto negli anni Settanta, stanno una Voce umana, un Cromorno e una Chamade che la scheda misura da 4' a 16', accanto a un Rankett da 16'. Il Grand’Organo concentra il ripieno: un Principale da 16', Viole pompose a 7 file da 8', un Ripieno acuto a 5 file, un Trombone da 16' e due Tubae mirabilis, l’una da 8' e l’altra da 4'. L’Espressivo, il terzo manuale, ospita una Controgamba da 16', una Voce celeste e un Larigot. Le tastiere sono tre, di 61 note ciascuna dal Do1 al Do6; la pedaliera è concava, di 32 note dal Do1 al Sol3.

Oggi il corpo dello strumento sta a pavimento nell’abside, alle spalle dell’altar maggiore, mentre la consolle è mobile e sta in presbiterio: chi suona guarda l’altare e non le canne. Davanti alle canne c’è di mezzo anche la pala: la tavola a tempera attribuita ad Andrea da Murano, che la pagina archiviata il 14 maggio 2008 descrive in tre parti e dice eseguita probabilmente a cavallo tra il XV e il XVI secolo, nasconde in parte il grande organo. Chi guarda l’abside vede la pittura e l’organaria del Novecento occupare lo stesso spazio.

Contare con tre schede aperte

La verifica dei registri è un lavoro che si fa con le pagine aperte, non a memoria. Nell’Internet Archive Wayback Machine si richiama la pagina «Organo» del 18 gennaio 2013 e la scheda tecnica del 27 marzo 2014; alla raccolta «Disposizioni foniche di organi a canne» di Wikibooks si aggiunge la terza colonna. A quel punto si contano le righe una per una, si segnano le differenze e si data ogni cifra: è il solo modo di dire quanti registri suonino davvero. Un secondo controllo lo offre la consolle in noce, cinque pannelli con iscrizioni latine compresi: chi la guarda di fronte può confrontare i nomi dei tremoli e delle unioni con le tre liste, e capire da solo perché tre schede sincere danno tre numeri diversi.